L'età napoleonica - L'Istituzione - Consiglio provinciale - Le prime denunce
Le prime denunce

Nel Consiglio del 1809,  appena insediato, il presidente, duca di Canzano e  Raffaele Maria Tramaglia presentano  un “Estratto de’ processi verbali delle sessioni dei consigli generali tenutesi nei mesi dicembre-ottobre del 1808 e del 1809”, in cui riassumono i punti emersi nei primi due anni dall’insediamento del consiglio, su cui la Provincia deve impegnarsi:

  • il miglioramento di vari rami dell’agricoltura,  con interventi nella coltivazione dei gelsi, nella piantagione e coltivazione degli olivi, nella fattura e conservazione dell’olio;
  • l’introduzione di diversi oggetti d’industria e di commercio, con incoraggiamenti per l’introduzione metodica e “civilizzata” della seta;
  • i luoghi di pubblica beneficenza,  prigioni, monte di pegno, proponendo i mezzi per migliorarli;
  • la necessità di strade come quella da Castellammare, attraverso Vico e Sorrento, fino a Massalubrense,  di una strada comoda da Pozzuoli a Baia, la riattazione di quella da Napoli a Ottaviano;
  • la richiesta di un quadro dettagliato delle acque minerali che sono bella provincia;
  • la  riattivazione della marina reale  con  protezione dei marinai, sicurezza del commercio della costa occidentale del regno e favorendo il rientro degli emigrati per formare un idoneo stabilimento marittimo; 
  • gli stabilimenti di pubblica istruzione nei distretti di Pozzuoli e Castellammare, la  ripresa dell’Università, un uniforme metodo di istruzione, il ripristino della matricola per gli studenti, il concorso per maestri;
  • la popolazione e la salute pubblica con proposta di  vigilanza sulla qualità dei viveri, delle medicine e sulla generale pratica della vaccinazione, nonché sulle prostitute, per eliminare il mal venereo;
  • la coltivazione del cotone, l’introduzione del guado per il pastello al posto dell’indaco, della barilla e di altre piante produttrici della venere di soda. Già queste piante si coltivavano con successo a San Giorgio a Cremano;
  • la riduzione dei boschi a selve se queste non somministravano legname sufficiente al sostegno delle viti e per la costruzione delle botti;
  • la proposta non di essiccare il lago di Agnano ma di utilizzarlo con l’apertura di un canale di comunicazione col mare e renderlo adatto alla pesca. Per togliere l’infezione dell’aria si propone di incanalare le acque disperse, di elevare le sponde e di introdurre il metodo di Bralle per la macerazione di canapa e lino;  
  • la ripartizione del dazio diretto, fondiaria e personale, contro il metodo di esazione mensile; per un maggiore impiego di abitanti del regno anziché di stranieri; contro il perpetuarsi della riscossioni di dazi di consumo nonostante l’abolizione degli arredamenti; .
  • il contrabbando e le spese a carico della provincia

Numerose memorie sono presentate dai consiglieri  Angiolo Padano,  Nicola Giannotti  sulla popolazione,  dal Marchese De Turris su agricoltura e commercio, strade, e infrastrutture, da Gennaro Bammacaro e Agostino Carovita.

Renata De Lorenzo

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